Il caso del piccolo Domenico, morto dopo un trapianto di cuore, scoperchia un vaso di Pandora di inefficienze all’ospedale Monaldi. L’ispezione regionale disposta dal presidente Roberto Fico ha rivelato una situazione ben più grave del previsto: protocolli di conservazione degli organi obsoleti, macchinari disponibili ma inutilizzati e personale con una formazione inadeguata. In particolare, la relazione evidenzia un “clima interno deteriorato” che preesisteva alla tragedia, segnale di un collasso organizzativo che durava da anni.
Secondo i dati emersi, la struttura non dispone attualmente di chirurghi con l’esperienza necessaria per operare sui bambini. Infatti, la stessa direzione dell’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli ha ammesso che nessun medico in organico ha volumi di interventi sufficienti per garantire la sicurezza dei piccoli pazienti. Tuttavia, la tensione resta altissima: mentre Fico blocca i trapianti a tempo indeterminato, i vertici dell’ospedale replicano con note risentite, parlando di “informazioni inesatte”.
Di conseguenza, la Regione ha deciso di trasferire il Centro Regionale Trapianti nei propri uffici per esercitare un controllo diretto e costante. Inoltre, i piccoli pazienti in lista d’attesa verranno trasferiti d’urgenza al “Bambino Gesù” di Roma grazie a una convenzione straordinaria. In conclusione, Palazzo Santa Lucia detta condizioni ferree per la riapertura: servono nuove sale dedicate, protocolli scientifici aggiornati e chirurghi di comprovata fama. La sanità campana affronta ora una delle sue crisi più buie, con sette medici già sotto inchiesta.
Fonte: Fanpage.it