Si è spento a 66 anni Franco Baresi, tra i più grandi e iconici difensori della storia del Milan e dello sport italiano. Leggendario capitano rossonero e della Nazionale, è stato più volte campione d’Europa e del Mondo in
rossonero e in azzurro è l’unico giocatore ad aver ottenuto un primo (senza mai giocare), un secondo e un terzo posto ai Mondiali.
Dopo il suo ritiro nel 1997, il Milan ha deciso di ritirare anche la sua maglia numero 6.
Nel 2025 era stato operato per un nodulo polmonare, il peggio sembrava alle spalle, ma una ricaduta gli è stata fatale, fino al peggioramento dei giorni scorsi, in cui si erano diffuse fake news sulla sua morte.
Baresi ha rappresentato il Milan per oltre vent’anni, diventando il simbolo della maglia rossonera e un punto di riferimento per intere generazioni di tifosi. Cresciuto nel settore giovanile rossonero, ha vestito una
sola maglia per tutta la carriera professionistica. Titolare e protagonista dalla gestione di Azeglio Vicini, fu leader del gruppo di Italia ’90 che chiuse con un bronzo mondiale e fu capitano nell’edizione
successiva negli Stati Uniti. In quel torneo, nonostante la rottura del menisco nella seconda gara contro la Norvegia, riuscì miracolosamente a recuperare in tempo per la finale contro il Brasile, quando fu autore
di una prestazione straordinaria ma anche di un errore dal dischetto nella serie finale dei calci di rigore che assegnarono il titolo ai verdeoro. Nel settembre dello stesso anno la sua ultima gara in nazionale, nel match di
qualificazione a Euro 1996 contro la Slovenia. Franco Baresi è stato anche simbolo della nazionale italiana. La prima presenza nel dicembre 1982 contro la Romania nelle qualificazioni all’Europeo
1984, ma già in precedenza era stato convocato da Enzo Bearzot per Euro 1980 e i vittoriosi Mondiali del 1982 in Spagna, dove fece parte dello storico gruppo azzurro, pur senza scendere in campo.
Titolare e protagonista dalla gestione di Azeglio Vicini, fu leader del gruppo di Italia ’90 che chiuse con un bronzo mondiale e fu capitano nell’edizione successiva negli Stati Uniti. In quel torneo, nonostante la rottura
del menisco nella seconda gara contro la Norvegia, riuscì miracolosamente a recuperare in tempo per la finale contro il Brasile, quando fu autore di una prestazione straordinaria ma anche di un errore dal
dischetto nella serie finale dei calci di rigore che assegnarono il titolo ai verdeoro. Nel settembre dello stesso anno la sua ultima gara in nazionale, nel match di qualificazione a Euro 1996 contro la Slovenia. Fonte Tgcom24.