Caracas vive ore drammatiche. Nella notte, infatti, forti esplosioni hanno scosso la capitale venezuelana. Per questo motivo, il presidente colombiano Gustavo Petro ha lanciato subito l’allarme. Su X ha scritto: «Caracas è sotto bombardamento. Allertate il mondo: il Venezuela è stato attaccato». Così Petro è stato il primo leader internazionale a denunciare quanto stava accadendo intorno alle 2 di notte, le 7 del mattino in Italia.
Di conseguenza, il governo venezuelano ha reagito con fermezza. In particolare, ha ordinato il dispiegamento del comando per la difesa integrale della nazione. Inoltre, il presidente Nicolás Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza. Secondo Maduro, il Paese ha subito una gravissima aggressione militare da parte degli Stati Uniti, che avrebbe colpito sia obiettivi civili sia militari. Non solo Caracas, ma anche gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira sarebbero sotto attacco.
Nel suo messaggio ufficiale, Maduro ha accusato duramente gli Stati Uniti di Donald Trump. In particolare, ha sostenuto che l’obiettivo dell’operazione sia il controllo delle risorse strategiche venezuelane, soprattutto petrolio e minerali. Inoltre, ha denunciato il tentativo di imporre una nuova guerra coloniale.
Intanto, dagli Stati Uniti emergono conferme indirette. Secondo Cbs News, Trump avrebbe ordinato attacchi contro siti venezuelani, incluse strutture militari. Allo stesso tempo, Fox News riporta che funzionari USA anonimi avrebbero confermato il coinvolgimento americano. Sempre Fox News segnala che la FAA ha vietato ai voli statunitensi di operare nello spazio aereo venezuelano poco prima delle esplosioni.
Nel frattempo, i residenti di Caracas raccontano di boati, fumo e caos. Testimoni parlano di attacchi contro basi militari e luoghi simbolo come Miraflores e La Carlota. Infine, anche l’Italia segue la crisi: il ministro Antonio Tajani ha assicurato massima attenzione alla comunità italiana e l’attivazione dell’Unità di crisi della Farnesina.
fonte fanpage