È stato arrestato l’uomo considerato il leader spirituale della comunità isolata nel bosco di Gibilmanna, in Sicilia, finita al centro di un’indagine per presunti abusi e maltrattamenti su minori. L’intervento delle autorità arriva dopo settimane di accertamenti su un gruppo di persone, italiani e stranieri, che vivevano in condizioni precarie tra le montagne delle Madonie.
Le indagini sono partite in seguito a una segnalazione riguardante la presenza di bambini all’interno della comunità, cresciuti lontano da qualsiasi controllo istituzionale. I minori, secondo quanto emerso, non frequentavano la scuola e non erano stati sottoposti a vaccinazioni, vivendo in un contesto isolato e privo dei servizi essenziali.
Gli investigatori hanno individuato il gruppo in un casolare nel bosco, dove le condizioni abitative sono apparse fin da subito estremamente precarie. I bambini dormivano su sistemazioni di fortuna e vivevano insieme agli adulti che facevano riferimento al cosiddetto “santone”, figura centrale della comunità.
Dopo il ritrovamento, i minori sono stati immediatamente allontanati insieme alle madri su disposizione della Procura per i minorenni, che ha avviato un procedimento per tutelarne la sicurezza e il benessere. Parallelamente, la magistratura ordinaria ha approfondito la posizione dell’uomo ritenuto a capo del gruppo.
Le accuse nei suoi confronti riguardano presunti maltrattamenti e una gestione autoritaria della comunità, che avrebbe imposto regole rigide e limitato la libertà dei membri, in particolare dei più piccoli. Gli inquirenti stanno ora cercando di chiarire l’intera rete di responsabilità e verificare eventuali ulteriori episodi di abuso.
L’arresto segna un punto di svolta nell’inchiesta, mentre proseguono gli accertamenti per comprendere a fondo le dinamiche interne alla comunità e garantire protezione ai minori coinvolti.
Fonte: Fanpage.it