Berlusconi: scaricati Salvini e Meloni. Vuole Draghi Premier

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1 mese fa - 21 Ottobre 2021

La mission è chiara: tentare di salvare la reputazione del centrodestra italiano negli ambienti europei, dopo le polemiche sulle spinte fasciste dentro Fratelli d’Italia e la Lega. È un Sivlio Berlusconi in perfetto stile ‘garantisco io’, quello che si presenta a Bruxelles, al vertice dei Popolari, prima del Consiglio europeo che porterà nella città belga tutti i 27 leader dell’Unione.

“Ci deve essere assoluta tranquillità da parte dei leader europei sul fatto che il centrodestra italiano è lontano da ogni estremismo e ritorno al passato”, dice Berlusconi, appena arrivato al vertice del Ppe. Il presidente di Forza Italia, alla sua prima uscita internazionale post-pandemia, arriva con tutte le energie della mediazione dentro e fuori la coalizione. Mediazione anche sul caso polacco, per esempio, che sta lacerando l’Europa tra nazionalisti ed europeisti.

Ce n’è anche per Mario Draghi. Bravo, ma sta meglio al governo che al Colle, è il senso.

Ma a Berlusconi preme mettere a posto gli affari di ‘casa centrodestra’ in un consesso europeo. È per questo che si ferma a parlare a lungo con la stampa al suo arrivo al vertice del Ppe. Sulla Polonia, che con la sentenza della Corte suprema ha lanciato una inedita sfida all’Europa stabilendo che il diritto nazionale prevale sul diritto europeo, Berlusconi tenta la mediazione: linea Merkel.

Ma a Berlusconi preme mettere a posto gli affari di ‘casa centrodestra’ in un consesso europeo. È per questo che si ferma a parlare a lungo con la stampa al suo arrivo al vertice del Ppe. Sulla Polonia, che con la sentenza della Corte suprema ha lanciato una inedita sfida all’Europa stabilendo che il diritto nazionale prevale sul diritto europeo, Berlusconi tenta la mediazione: linea Merkel.

“Dobbiamo approfondire e chiarire con loro quali sono i settori in cui prevale la legislazione polacca e quelli in cui deve prevalere quella europea stabilita dai Trattati su cui anche loro hanno messo la firma”. Sanzioni? “Sono sempre contrario – risponde – perché quando sono in discussione gli interessi dei vari paesi non mi sembra sia il caso di imporre sanzioni. Bisogna approfondire l’argomento con una discussione tranquilla che deve arrivare a risultati che accontentino l’una e l’altra parte”.

E questa è la mediazione non solo di carattere europeo ma soprattutto con Giorgia Meloni e Matteo Salvini che sono schierati a spada tratta con Varsavia. Nel centrodestra, continua, “i valori e le idee fondanti sono quelle portate da Forza Italia che è stato il soggetto federatole del centrodestra. Sono scritti imposti dalla carta dei valori scritta da noi che deriva in gran parte da quella del Ppe, carta che sono stato incaricato di riscrivere in occasione di riunioni a Roma nel 2006”. E torna a ribadire che è aperta la trattativa per un ingresso futuro della Lega nel Ppe, anche se ci vorrà tempo: “La Lega è molto lontana dal sovranismo. Il percorso per arrivare nel Ppe prenderà del tempo, sto lavorando in questa direzione. Non c’è un no da parte della Lega e dei suoi dirigenti ma c’è un percorso di avvicinamento anche da parte degli altri leader del Partito Popolare Europeo con cui ho avviato un discorso al riguardo”.

Tutto bene? E le posizioni estremistiche di Lega e Fratelli d’Italia, che proprio ieri hanno tenuto banco in un dibattito al Parlamento Europeo, dibattito nel quale Forza Italia non è intervenuta? Berlusconi sminuisce: “Non si deve guardare a singole posizioni che fanno parte di quella dialettica politica di propaganda che purtroppo ancora esiste nella politica italiana. Io sono assolutamente sicuro che i nostri principi fondamentali siano condivisi fino in fondo dai nostri alleati”.

Ma Berlusconi ne ha anche per Mariastella Gelmini, la ministra fuori di sé dalla rabbia per l’elezione di Paolo Barelli capogruppo alla Camera, tanto da attaccare in casa: “I ministri del governo vengono tenuti lontani da Berlusconi, così rimarremo in dieci” dentro Forza Italia.

“Io non so cosa sia successo al ministro Gelmini – commenta Berlusconi – le dichiarazioni di ieri sono anche contrarie assolutamente alla realtà. Per esempio per quanto riguarda i rapporti con i nostri ministri al governo c’è sempre stata una riunione dei tre ministri con i vertici di Forza Italia, ogni settimana. Oggi i giornali hanno parlato di separazione, tutte cose esagerate e non c’è assolutamente nulla di cui io mi debba preoccupare”.

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