Mercoledì 27 maggio, alle ore 15:00, Scampia si prepara a vivere una giornata storica. Al civico 110 di Via Roma verso Scampia, un edificio un tempo simbolo del potere della Camorra rinascerà ufficialmente a nuova vita. L’inaugurazione del bene confiscato rientra nel progetto “Tessitori di Bene”, un’iniziativa che, come recita il claim dell’evento, vuole mostrare a tutti “La forza del bene”.
Al centro di questa rinascita c’è il lavoro instancabile della Fondazione Città Nuova ETS, che dal 2006 si batte contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile. A Scampia, la riqualificazione del territorio non passa solo attraverso i mattoni, ma soprattutto attraverso le persone.

È qui che è nato il miracolo di Fatto@Scampia, una sartoria sociale germogliata da un corso di formazione professionale per Operatore dell’abbigliamento. Le protagoniste sono 13 giovani donne, tra i 18 e i 24 anni, con alle spalle percorsi di abbandono scolastico e a rischio di emarginazione. Oggi, all’interno di quelle mura confiscate, queste ragazze non solo disegnano, cuciono e realizzano capi unici e borse ecosostenibili (tutto rigorosamente Made in Scampia), ma hanno anche lanciato TECUMA (Testa Cuore Mani), un brand di abbigliamento street style che è un vero e proprio manifesto di riscatto per le nuove generazioni.
Per comprendere meglio l’impatto di questa iniziativa, abbiamo rivolto tre domande al Presidente della Fondazione Città Nuova ETS.
L’inaugurazione del 27 maggio restituisce alla collettività un bene confiscato alla criminalità . Che valore assume l’apertura della Sartoria Sociale proprio all’interno di quelle mura?
È un grande valore civile. La Sartoria è un simbolo di economia civile, di impegno delle persone che hanno trovato una dimensione lavorativa e possono sviluppare i loro talenti.
Noi lavoriamo su un territorio difficile, creando per tutti la possibilità di riconoscere il proprio talento. Il nostro è un principio di equità, per cui diamo a tutti questa possibilità secondo le loro caratteristiche, le loro potenzialità.

Per cui apriremo una sartoria, ma non solo: ci sarà anche uno spazio multimediale aperto al territorio. E al piano di sopra, con Jorit, proveremo a fare una scuola di arte contemporanea per disabili cognitivi. Quindi, in un territorio martorizzato, abbandonato, portiamo un grande esempio di società civile e di legalità.
Le vere protagoniste di questo progetto sono giovani donne che avevano abbandonato gli studi. Qual è stata la loro trasformazione in questo percorso?
La trasformazione è stata incredibile. Quando le abbiamo conosciute erano ragazze che avevano abbandonato la scuola, che restavano in casa a giocare con il telefonino.
Noi abbiamo dato loro la possibilità di una crescita umana,culturale e civile, e non solo di imparare un mestiere. In tre anni di formazione hanno conseguito la qualifica, e molte hanno preso anche il quarto anno. e non solo di imparare un mestiere.

Noi applichiamo un metodo che è: piedi, cuore, testa, mani.
I piedi li portiamo fuori dal contesto, li abbiamo portati a Roma dal Papa.
Cuore, perché ci sono le emozioni, l’emozione del bello.
Testa, perché queste emozioni vanno razionalizzate.
Così le persone hanno una possibilità di conoscere il mondo, di uscire da Scampia, di imparare un mestiere, di razionalizzare i loro desideri.
Dalla sartoria è nato anche “TECUMA”, che sta per Testa, Cuore, Mani. Qual è il messaggio che volete lanciare al quartiere e alla città di Napoli?
Il messaggio è che c’è una possibilità per tutti. È un messaggio di rigenerazione urbana, che è proprio la nostra politica: anche nelle periferie complicate, abbandonate, sottoutilizzate, devastate, c’è sempre la possibilità. Perché l’umano c’è dappertutto, c’è un umano che va valorizzato, e c’è una possibilità per tutti.
Voglio concludere ,ringraziando e specificando che l’evoluzione del nostro centro è partita da Fabrizio Valletti, padre di gesuita di Napoli che ha messo a Scampia un grande centro, e dall’educatore Don Luigi Giussani.
Le nostre parole d’ordine sono: ascoltare, accogliere, raccogliere, cioè mettere insieme, e fiducia nel nostro territorio. Perché questa è la nostra volontà, mia e degli amici con cui facciamo questa attività, perché queste sono cose che non si possono fare da soli.
O si fanno insieme, con un gruppo di amici, di persone che condividono, oppure sono destinate a morire, a diventare delle cattedrali nel deserto.
Il nostro messaggio è questo: c’è sempre una possibilità.
L’appuntamento per l’inaugurazione è aperto a tutta la cittadinanza: mercoledì 27 maggio, ore 15:00, Via Roma verso Scampia 110.