Bagnoli, ribaltone giudiziario: condannati i vertici di Bagnolifutura per la bonifica, “disastro colposo”

18 Settembre 2026 - 20:56

Bagnoli, ribaltone giudiziario: condannati i vertici di Bagnolifutura per la bonifica, “disastro colposo”

I giudici della Corte di Appello di Napoli infliggono pesanti condanne ai vertici di Bagnolifutura. Nello specifico, il collegio della seconda sezione attribuisce agli imputati il reato di disastro innominato colposo. Infatti, la Corte accoglie pienamente il ricorso della Procura generale contro le sentenze dei precedenti gradi di giudizio. Dunque, questa decisione cancella i verdetti di altre due sezioni d’appello, le quali avevano assolto tutti perché il fatto non sussiste.

Secondo i magistrati, il disastro ambientale si è verificato proprio durante l’operato di Bagnolifutura. Difatti, la società gestiva le delicate operazioni di bonifica dell’area partenopea prima del proprio fallimento. Pertanto, la Corte riconosce responsabilità precise nella gestione complessiva delle attività societarie e nel mancato risanamento del territorio.

Di conseguenza, il tribunale punisce severamente i singoli responsabili con diverse pene detentive. Per l’esattezza, Gianfranco Caligiuri, ex direttore tecnico dell’ente, riceve due anni e sei mesi di reclusione. Inoltre, i giudici condannano ad anni due Alfonso De Nardo, figura all’epoca in forza all’Arpac. Infine, il collegio assegna un anno e otto mesi a Mario Hubler, figura di vertice della società, e un anno e otto mesi a Giuseppe Pulli, ex dirigente comunale.

Tuttavia, la Corte inserisce alcune concessioni specifiche all’interno del verdetto finale. Da un lato, i magistrati concedono il beneficio della sospensione della pena a Hubler, Pulli e De Nardo. Dall’altro lato, il collegio revoca la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni a Caligiuri. Al contempo, il collegio interrompe le azioni verso l’ex vicesindaco Sabatino Santangelo a causa del decesso dell’imputato.

Ora, gli avvocati difensori Luca Bancale, Alfonso Furgiuele, Claudio Botti e Maurizio Lojacono preparano le prossime mosse. Difatti, la difesa attende il deposito ufficiale delle motivazioni entro novanta giorni. Successivamente, i legali studieranno gli atti per valutare un nuovo ricorso davanti alla Corte di Cassazione.

Nel frattempo, la complessa vicenda giudiziaria raggiunge ben diciannove anni di storia processuale. Questa lunghissima trafila giudiziaria inizia infatti nel lontano 2007. Da allora, la vicenda attraversa molteplici aule di giustizia con esiti del tutto contrastanti e numerosi colpi di scena.

In seguito, la vicenda vive uno snodo cruciale il 29 ottobre 2024 con la chiusura dell’appello-bis. In tale data, i magistrati decretano l’assoluzione generale di tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. Ciononostante, la Procura generale contesta duramente la decisione e impugna formalmente il verdetto nel gennaio 2025.

Infine, la Corte di Cassazione accoglie le tesi della Procura generale il 14 maggio 2025. Per questo motivo, gli ermellini dispongono la celebrazione di un ulteriore processo in Corte di Appello. Così, il nuovo procedimento si conclude oggi con una clamorosa sentenza opposta e fissa le condanne per gli ex vertici.

Fonte: Fanpage