“Attenti alle perforazioni del sottosuolo, c’è il rischio terremoto”. Il geologo Ortolani lancia l’allarme sui Campi Flegrei

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di  Redazione

“Attenti alle perforazioni del sottosuolo, c’è il rischio terremoto”. Il geologo Ortolani lancia l’allarme sui Campi Flegrei

19 Settembre 2018

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Il territorio flegreo è naturalmente predisposto ad eventi sismici ed è costantemente monitorato da esperti attraverso l’osservazione di parametri geofisici e geochimici. Il professor Franco Ortolani, ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio all’Università Federico II di Napoli, esprime preoccupazione per i permessi di ricerca geotermica nella zona flegrea ottenuti dalla società GEOELECTRIC S.R.L.. Questa azienda napoletana ha richiesto ed ottenuto l’autorizzazione per avviare una prima fase di studio ed indagini sull’area, per poi eventualmente procedere con la perforazione di pozzi esplorativi e successivamente produrre energia elettrica. Quest’ultima operazione avverrebbe tramite l’estrazione dei fluidi caldi dal sottosuolo e la loro reiniezione a forte pressione nello stesso (dato che non possono essere dispersi nell’atmosfera essendo nocivi per l’ambiente e la salute dei cittadini). Il problema è che in un sottosuolo naturalmente instabile, un intervento del genere è notoriamente pericoloso in quanto  rischia di innescare una sismicità. Lo dimostrano i numerosi terremoti che accompagnano il fenomeno bradisismico, come verificato tra il 1983 ed il 1985, quando il suolo flegreo si sollevò di circa 2 m nella zona del porto di Pozzuoli. “Non voglio destare inutili preoccupazioni – dice Ortolani a Retenews24 – ma sollecitare la partecipazione dei cittadini ad azioni amministrative sovracomunali che possono creare situazioni rischiose in un territorio già naturalmente a rischio. Lavorando in un’area urbanizzata si deve pretendere la massima garanzia verificabile per i cittadini e l’ambiente.

E’ importante l’assunzione di responsabilità da parte della società operante e da parte dei funzionari che devono validare quanto dicono.

E’ necessario che i cittadini di Napoli, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida siano informati ed abbiano accesso a tutti gli atti che riguardano il permesso citato; in pratica sono i primi interessati e devono avere tutte le garanzie che gli interventi dell’uomo non aumentino i rischi già esistenti”.

I permessi di cui parla il noto geologo, sono denominati “Cuma” e “Scarfoglio” e sono stati concessi alla GEOELECTRIC S.R.L. dall’ UNMIG, l’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e le Georisorse del Ministero dello Sviluppo Economico. “Gli impatti di una sismicità indotta sono molto preoccupanti – conclude Ortolani – basti pensare a quello che sta succedendo in Oklahoma, dove si sta registrando una vera e propria “crisi sismica” probabilmente a causa del fracking (fratturazione idraulica per estrarre gas naturale e petrolio dalle rocce di scisto, cioè quelle presenti nel sottosuolo). Dunque, in questo caso, a provocare i terremoti sarebbe proprio l’uomo”.

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