Nel momento in cui stiamo scrivendo, i quattro astronauti di Artemis 2 sono a bordo della capsula Orion e in viaggio verso la Luna. La storica missione della NASA, che avrà una durata complessiva di 10 giorni, è regolarmente partita nella notte italiana tra l’1 e il 2 aprile 2026, con il distacco del gigantesco Space Launch System (SLS) dalla piattaforma di lancio Launch Complex 39B del Kennedy Space Center, avvenuto esattamente alle 00:36. Durante la lunghissima giornata di preparazione al lift-off tutto è filato liscio, ad eccezione di qualche dubbio sul meteo e di un piccolo problema strumentale con la batteria del sistema di aborto del lancio (poi rivelatosi ininfluente). Tuttavia, circa tre ore dopo la partenza dalla Florida, il centro di comando a Houston ha ricevuto una chiamata dalla specialista di missione Christina Hammock Koch per la segnalazione di un malfunzionamento della toilette di bordo, formalmente chiamata Universal Waste Management System. Più nello specifico, è emerso un problema con la ventola del bagno, come affermato durante la diretta dal portavoce della NASA Gary Jordan.
Gli ingegneri del centro di comando di Houston si sono messi subito al lavoro per determinare la fonte del problema, identificato in breve tempo nel sistema di controllo. A quel punto gli astronauti sono stati avvisati che, fino alla risoluzione del guasto, avrebbero potuto usare il bagno solo per defecare ma non per urinare. Per i liquidi avrebbero dovuto utilizzare il metodo di riserva: sacchetti di plastica opportunamente predisposti. Dopo un po’ gli astronauti hanno ricevuto una lista di operazioni da compiere sulla toilette per provare a ripararla. A seguito dell’intervento, la CAPCOM (Capsule Communicator) della NASA Amy Dill, ovvero la responsabile del Centro di Controllo Missione incaricata di comunicare con gli astronauti, ha riferito di essere lieta di annunciare la risoluzione del problema. “Consigliamo di attendere che il sistema raggiunga la velocità di funzionamento prima di rilasciare il liquido e di lasciarlo in funzione per un po’ anche dopo il rilascio”, ha comunicato l’operatrice all’equipaggio.
È stato un vero sollievo per i quattro a bordo della Orion, considerando che la missione durerà 10 giorni e che non poter usare la toilette per urinare sarebbe stato piuttosto spiacevole. Ma come funziona esattamente l’Universal Waste Management System sulla navetta in volo verso la Luna? A vederlo non sembra esattamente confortevole da utilizzare. Si tratta del resto una sorta di replica in dimensioni ridotte della toilette presente sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), che di certo non brilla per comodità. Ma rispetto alle missioni del programma Apollo, quando gli astronauti dovevano espletare i propri bisogni in uno spazio angusto dentro i sacchetti, siamo ad anni luce di distanza dal punto di vista della privacy e, appunto, del comfort.
Lo spazio all’interno della Orion non è molto per quattro persone — più o meno come quello di due grandi SUV — ma la toilette ha il suo comodo scompartimento (posizionato in alto, raggiungibile fluttuando in microgravità) e anche la sua porta, come mostrato dallo specialista di missione Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) in un video su YouTube. Oltre a essere uno dei quattro astronauti a bordo, Hansen è il primo non statunitense a lasciare l’orbita terrestre per raggiungere lo spazio attorno alla Luna. Per dovere di cronaca ricordiamo che Artemis 2 non entrerà nell’orbita lunare, ma sorvolerà il satellite naturale a una distanza di 7.400 chilometri: uno spettacolare flyby che, durante le manovre di approccio, permetterà ai quattro astronauti di raggiungere anche la massima distanza dalla Terra mai toccata da un essere umano. L’arrivo è previsto per lunedì 6 aprile.
Ma torniamo alla toilette. L’Universal Waste Management System si caratterizza per due componenti principali: un tubo per l’urina e un “water” — se così possiamo chiamarlo — per i rifiuti solidi. Le urine non vengono conservate, ma rilasciate nello spazio un paio di volte al giorno tramite un sistema di espulsione. Le feci, invece, vengono aspirate dalla toilette e finiscono in appositi sacchetti, dove vengono compresse e stoccate in un contenitore dedicato. Durante il viaggio, come spiegato da Jeremy Hansen nel sopracitato video, una parte della toilette dovrà essere sostituita più volte, ma tutto dovrà essere conservato e riportato sulla Terra. Sarà sicuramente materiale prezioso per condurre analisi sugli effetti della microgravità, come già avviene da tempo con i campioni biologici recuperati dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Fonte: fanpage