Arriva la svolta dal Viminale, gli agenti di pubblica sicurezza potranno acquistare un’arma privata

15 Febbraio 2026 - 9:53

Arriva la svolta dal Viminale, gli agenti di pubblica sicurezza potranno acquistare un’arma privata

Gli agenti di pubblica sicurezza ora possono acquistare e portare fuori servizio un’arma personale diversa da quella di ordinanza. Non devono richiedere alcuna licenza di porto d’armi: è sufficiente mostrare il tesserino professionale al negoziante.

Il governo guidato da Giorgia Meloni aveva già introdotto questa possibilità con il decreto Sicurezza dello scorso anno. Tuttavia, la norma era rimasta bloccata perché mancavano i regolamenti attuativi necessari per renderla operativa.

Adesso, però, la situazione cambia. Il ministero dell’Interno interviene con una circolare datata 5 febbraio, che Fanpage.it ha potuto visionare, e sblocca di fatto l’applicazione della misura. Il Ministero dell’Interno chiarisce che la disposizione è immediatamente applicabile, anche in assenza dei regolamenti specifici. Di conseguenza, gli agenti possono già acquistare e portare armi private fuori servizio.

La base normativa si trova nell’articolo 28 del decreto Sicurezza. Qui il testo stabilisce che gli agenti possono portare “senza licenza” armi quando non sono in servizio. In passato, solo dirigenti, ufficiali e magistrati godevano di questa facoltà. Ora, invece, la norma estende il diritto a una platea molto più ampia, che comprende quasi 400mila persone.

Nel dettaglio, la legge consente di portare armi lunghe da fuoco, rivoltelle o pistole di qualsiasi misura. Inoltre, il testo include anche i cosiddetti “bastoni animati” con lama non inferiore a 65 centimetri.

La circolare ministeriale non solo rende la norma subito operativa, ma introduce anche alcune precisazioni. Prima di tutto, chiarisce chi rientra nella definizione di “agente di pubblica sicurezza”. Sicuramente vi rientrano carabinieri, forze di polizia, guardie di finanza, forestali e agenti della polizia penitenziaria.

Inoltre, il ministero specifica che possono esercitare questa facoltà anche gli agenti di pubblica sicurezza appartenenti ai corpi e servizi di polizia locale, purché il Prefetto li abbia riconosciuti come tali e li abbia dotati dell’arma di ordinanza. In altre parole, anche alcuni vigili urbani possono acquistare e portare un’arma privata senza licenza.

Tuttavia, per la polizia locale esiste un limite territoriale preciso. Infatti, così come i vigili possono portare l’arma di ordinanza solo all’interno del Comune in cui lavorano (salvo eccezioni particolari), allo stesso modo devono rispettare questo vincolo anche per l’arma privata. Pertanto, possono portare la pistola senza licenza solo entro specifici confini geografici.

Oltre al porto, la norma disciplina anche l’acquisto. Il ministero precisa che non servono particolari titoli autorizzativi: l’agente entra nel negozio, mostra la tessera professionale e conclude l’acquisto.

Naturalmente, il venditore deve registrare la vendita e indicare i dati del tesserino. Se l’agente appartiene alla polizia locale e il suo tesserino non riporta la qualifica di agente di pubblica sicurezza, deve presentare un documento aggiuntivo che lo dimostri.

Rimane fermo, invece, il limite sul numero di armi detenibili: ogni agente può possederne al massimo tre. Inoltre, anche se la legge non prevede un obbligo esplicito di denuncia per l’arma privata, il ministero ritiene necessario comunicarne il possesso all’Autorità di pubblica sicurezza.

Infatti, l’Autorità deve conoscere tempestivamente chi detiene armi e dove le conserva. In questo modo può effettuare controlli in qualsiasi momento, soprattutto considerando l’ampia platea di soggetti che ora accede più facilmente alle armi private.

fonte fanpage

foto credits skytg24

  •