Arrestato 17enne: progettava una strage a scuola ispirata a quella della Columbine

30 Marzo 2026 - 18:18

Arrestato 17enne: progettava una strage a scuola ispirata a quella della Columbine

Un 17enne pescarese, domiciliato in provincia di Perugia, è finito in manette con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’ordinanza è stata effettuata nelle prime ore della mattinata, al termine di un’operazione nelle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana da parte del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio.

Il 17enne è stato trasferito presso un Istituto Penale Minorile su ordine del Gip del Tribunale per i Minorenni de L’Aquila e su richiesta della Procura. L’adolescente, secondo quanto è emerso dalle indagini, aveva reperito e diffuso “manuali” contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco.

Nel materiale sequestrato ci sono anche le istruzioni per l’utilizzo di sostanze chimiche e batteriologiche pericolose oltre che le indicazioni per il sabotaggio di servizi pubblici essenziali con finalità terroristiche. L’adolescente aveva contatti online con il gruppo Telegram “Werewolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati all’idea dell’esistenza di una “razza ariana”. Nella chat venivano costantemente celebrate le sparatorie di massa e gli attacchi compiuti da Brenton Tarrant, autore degli attentati nelle moschee di Christchurch nel marzo del 2019, e da Anders Behring Breivik, che ha compiuto gli attacchi a Oslo e Utoya il 22 luglio del 2011.

Il 17enne aveva espresso la volontà di compiere una strage a scuola ispirata alla tragedia della Columbine High School, avvenuta nel 1999 negli Stati Uniti. In particolare, il ragazzo avrebbe avuto intenzione di colpire un liceo artistico di Pescara.

Altri minorenni sono ora indagati tra Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo dopo una serie di perquisizioni. Gli adolescenti appaiono inseriti, secondo gli investigatori, in un ecosistema virtuale transnazionale composto da gruppi e canali di matrice neonazista e suprematista.

I giovani indagati e perquisiti sono almeno 7, di cui uno residente in un comune nel Bolognese. Saranno esaminati i dispositivi sequestrati (smartphone e computer) per verificare il grado di coinvolgimento di tutti i ragazzi. Al momento si mantiene il massimo riserbo sulle indagini. Un altro adolescente è stato invece perquisito ad Arezzo: il ragazzino è incensurato e anche nel suo caso le accuse sono di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

L’inchiesta è iniziata nel mese di ottobre 2025 ed è stata condotta dalla Sezione Anticrimine de L’Aquila grazie alla pregressa attività di antiterrorismo conclusasi nel luglio del 2025.

“Il caso del 17enne arrestato perché stava pianificando una strage a scuola rappresenta un segnale gravissimo che non possiamo ignorare. Dallo schermo dei social alla violenza reale, purtroppo, il passo può essere breve”. A dirlo è il sottosegretario all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, che ha spiegato che per intervenire è necessario rafforzare la collaborazione con i gestori delle piattaforme digitali.

“Spesso definiamo i ragazzi nativi digitali per la loro abilità tecnica, ma questa non coincide con una reale consapevolezza dei rischi. – ha continuato – È qui che entra in gioco la responsabilità degli adulti e serve una vera alleanza educativa tra scuola e famiglia, fondata su regole condivise. È una sfida educativa che richiede una responsabilità condivisa”.

Fonte: fanpage
Fonte foto: arma dei carabinieri

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