Arrestati due 20enni, aiutano una mamma col passeggino e poi la rapinano

13 Ottobre 2026 - 8:57

Arrestati due 20enni, aiutano una mamma col passeggino e poi la rapinano

Un finto gesto di cortesia per conquistare la fiducia della vittima, poi l’aggressione alle spalle e la rapina. Succede a Milano, alla stazione della metropolitana Palestro, dove una madre è stata scaraventata a terra

insieme al figlio di appena due anni. Per quella rapina la polizia ha arrestato due ventenni egiziani, Zeyad Makram Mahmoud Mostafa e Mahmoud Moustafa Hussein Salim, finiti in carcere su ordinanza di

custodia cautelare. L’episodio risale al pomeriggio di martedì 5 maggio. La donna sta risalendo dalla banchina con il bambino nel passeggino quando i due giovani le si avvicinano offrendosi di aiutarla a portare

la carrozzina in cima alle scale. Lei accetta e li ringrazia, ma capisce subito che c’è qualcosa che non va: appena arrivati in cima, i due scavalcano i tornelli ed escono. “Ma ho avuto la sensazione che quel gesto

servisse ad avere la mia fiducia”, racconterà poi agli agenti.m La sensazione si rivela fondata. Pochi minuti dopo, mentre la donna cammina nel mezzanino, i due tornano indietro e la puntano di nuovo.

Aspettano che arrivi in un punto cieco del sottopasso, non coperto dalle telecamere, e la aggrediscono da dietro. Nella caduta finisce a terra anche il passeggino. Il piccolo battendo la testa porta un trauma cranico:

verrà medicato in ospedale e dimesso con due giorni di prognosi. Mentre la vittima cerca di proteggersi a terra, Mostafa le strappa un orecchino d’oro. Salim prova a portarle via la catenina, ma il gioiello si

incastra nella maglia e il ragazzo riesce a sfilare soltanto il ciondolo a forma di cuore. Poi i due scappano. Sul posto arrivano i soccorsi che trasportano madre e figlio al pronto soccorso. Subito dopo scatta la

denuncia. A incastrare i due sono state le immagini di sorveglianza delle zone limitrofe e i successivi controlli della polizia tra la stazione di Milano Gioia e viale Zara, uniti alla testimonianza della donna che li

ha riconosciuti senza esitazioni. I profili dei due arrestati erano già noti alle forze dell’ordine: Mostafa ha alle spalle precedenti per spaccio e rapina; Salim era stato condannato a inizio 2025 dalla

Corte d’Appello a due anni e quattro mesi per rapina, lesioni e porto abusivo di armi. Nel firmare la misura cautelare, il giudice ha evidenziato il concreto rischio che i due tornino a colpire, sottolineando la loro

“spavalda spregiudicatezza” e un modus operandi collaudato che non si è fermato “nemmeno davanti alla presenza di un bambino piccolo”. Fonte Tgcom24.