Angela Luce, addio all’ultima regina di cantaNapoli

20 Febbraio 2026 - 9:50

Angela Luce, addio all’ultima regina di cantaNapoli

Se n’è andata all’alba l’ultima regina di cantaNapoli. Erano le sei di questa livida mattina quando la canzone ha perso la sua Luce: Angela Savino, per tutti Angela Luce, stroncata da una grave insufficienza cardiaca, aggravata nel tempo da problemi renali e respiratori. Aveva 87 anni.

Cantante, attrice, diva nel senso più pieno e popolare del termine, temperamentosa come le grandi interpreti di un’altra stagione dello spettacolo italiano. L’esordio arrivò a soli 14 anni alla Piedigrotta Bideri, intonando “Zi’ Carmeli”: la voce era già forte, limpida, potente. E con quella voce un physique du rôle importante, presenza scenica e carisma che non sarebbero mai venuti meno.

Per molti resterà la voce di “Bammenella”, il classico di Raffaele Viviani che rilanciò prima per uno spettacolo di Giuseppe Patroni Griffi e poi, negli anni Duemila, con il sassofono di Marco Zurzolo, spostando la storia della prostituta disperata sui marciapiedi di New York. John Turturro volle proprio quel canto in “Passione”, regalandole una intensa scena in bianco e nero in un film dai colori accesi.

Orgogliosa della sua carriera cinematografica, ricordava il bacio sul seno che le diede Totò in “Signori si nasce” di Mario Mattoli, e poi “Il Decameron” di Pier Paolo Pasolini, “L’amore molesto” di Mario Martone – che le valse il David di Donatello – fino a “La seconda notte di nozze” di Pupi Avati. Lavorò con i più grandi: Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Renato Pozzetto.

Ma la canzone fu sempre il suo campo prediletto. Nel 1975 conquistò il terzo posto a Sanremo con “Ipocrisia” di Pino Giordano ed Eduardo Alfieri, melodrammatica quanto bastava per la sua interpretazione indimenticabile. Recitò nelle sceneggiate accanto a Mario Merola, partner privilegiato anche sul grande schermo. Cantò Bovio e Di Giacomo, lavorò con Eduardo e Peppino De Filippo, con Nino Taranto e in tv con Sandro Bolchi ne “Il cappello del prete”. Aligi Sassu la volle modella per due opere, una intitolata “Angela”. Fiera del suo libretto di poesie, amava ripetere: “Guarda dov’è arrivata una donna sola con la licenza elementare in tasca”.

fonte: ilmattino

Crediti foto: ilmattino

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