Anche l’Italia manda le navi per sbloccare lo stretto di Hormuz: servirà l’ok del Parlamento

15 Giugno 2026 - 20:45

Anche l’Italia manda le navi per sbloccare lo stretto di Hormuz: servirà l’ok del Parlamento

Israele, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo strategico. Il conflitto dura ormai da quasi quattro mesi. Di conseguenza, le parti firmeranno il documento il prossimo venerdì 19 giugno a Ginevra. Nel frattempo, i mediatori di Pakistan e Qatar conducono trattative preliminari a Doha. Infatti, i diplomatici vogliono risolvere i punti oscuri prima dell’incontro in Svizzera. Per di più, l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha già diffuso i dettagli del memorandum. Il testo contiene esattamente 14 punti complessivi. Ad esempio, l’intesa prevede la riapertura dello stretto di Hormuz. Inoltre, l’accordo stabilisce lo stop alle sanzioni petrolifere e lo scongelamento dei beni iraniani all’estero. Infine, il trattato pone le basi per i negoziati sul programma nucleare di Teheran.

Effettivamente, la stampa aveva già accennato a questi temi nei giorni scorsi. In quel momento, Donald Trump aveva prima annunciato un gigantesco attacco militare sull’Iran. Successivamente, il presidente statunitense aveva ritirato la minaccia dopo poche ore a causa del raggiungimento dell’accordo. Oltre a ciò, i media avevano accennato al ritiro delle truppe statunitensi dai territori limitrofi all’Iran. Parimenti, le indiscrezioni riguardavano investimenti israeliani e statunitensi per ricostruire le zone distrutte dai bombardamenti. Tuttavia, Trump ha smentito prontamente queste specifiche precisazioni. Di conseguenza, molti dubbi rimangono ancora aperti.

Per quanto riguarda il Libano, sia l’Iran sia i mediatori pakistani richiedono la cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti. Pertanto, l’accordo deve includere assolutamente il territorio libanese. Al contrario, il presidente statunitense non ha menzionato questo tema specifico nel suo discorso. Certamente, Washington considera la questione assai delicata a causa di Israele. Infatti, Benjamin Netanyahu continua i bombardamenti contro Hezbollah. Il leader israeliano non mostra alcuna intenzione di fermarsi, nonostante una tregua ufficiale con Beirut sia in vigore dal 16 aprile. Purtroppo, questi attacchi hanno già ucciso centinaia di civili.

In merito al programma nucleare, le parti prevedono tempi diversi rispetto alla questione dei commerci. Se la riapertura dello stretto di Hormuz richiederà un mese, i negoziati sul nucleare dureranno invece ben 60 giorni. Ovviamente, gli Stati Uniti esigono l’assoluta certezza che Teheran non ottenga mai l’arma atomica. Al contrario, gli Ayatollah affermano che il loro programma possiede soltanto scopi civili. Nonostante ciò, gli attuali livelli di arricchimento dell’uranio smentiscono le loro parole. Inoltre, il regime iraniano ostacola da sempre le missioni scientifiche e di controllo dell’AIEA. Soprattutto, nessuno conosce la collocazione attuale del materiale dall’inizio del conflitto. Per questo motivo, la delegazione statunitense pretenderà risposte chiare.

Allo stesso modo, la situazione dello stretto di Hormuz presenta notevoli difficoltà. Trump afferma che la firma sbloccherà il canale entro 30 giorni per garantire la libera navigazione. Quindi, i traffici marittimi globali dovrebbero riprendere regolarmente. Nonostante queste dichiarazioni, il presidente statunitense dimentica le pretese dei Pasdaran. Infatti, i guardiani della rivoluzione pretendono il controllo totale di quella rotta marittima. Di conseguenza, il regime rivendica il diritto di dirigere il traffico ed esigere pedaggi. Teheran imporrà queste condizioni a prescindere dalla presenza di mine o missili. Naturalmente, l’Occidente rifiuta categoricamente questa posizione iraniana.

A causa di queste tensioni, i Paesi europei del gruppo E4 sono intervenuti immediatamente. Questa volta, l’Italia partecipa attivamente alla squadra insieme a Regno Unito, Francia e Germania. Relativamente al Libano, gli europei difendono la stabilità e la sovranità del Paese. Di conseguenza, essi pretendono un cessate il fuoco globale. Per quanto riguarda il nucleare, gli E4 negano l’atomica a Teheran. Pertanto, i quattro governi collaboreranno con Stati Uniti, Iran e AIEA. In aggiunta, l’Europa revocherà progressivamente le sanzioni solo dopo verifiche chiare sul programma atomico.

Infine, i Paesi dell’E4 definiscono urgente ed essenziale la riapertura dello stretto di Hormuz. Di conseguenza, la libertà di navigazione commerciale deve rimanere incondizionata. Attraverso un comunicato congiunto, i quattro governi promettono un impegno attivo nel rispetto dei limiti costituzionali. Nello specifico, l’Europa schiererà una missione navale indipendente e strettamente difensiva. In questo modo, le navi occidentali condurranno le necessarie operazioni di sminamento.

Parallelamente, Giorgia Meloni ha diffuso una nota ufficiale per confermare la linea italiana. Il presidente del Consiglio offre una presenza navale internazionale previa autorizzazione del Parlamento italiano. In passato, l’Italia ha già mobilitato due navi cacciamine della Marina. Attualmente, l’equipaggio attende al largo di Gibuti, nel Golfo di Aden. Certamente, le navi non entreranno nello stretto di Hormuz senza regole d’ingaggio precise. I leader definiranno i dettagli durante il G7 in Francia. Proprio in questa occasione, Meloni incontrerà nuovamente Trump dopo il recente gelo diplomatico.

Fonte: Fanpage