Un’inchiesta giornalistica trasformata in un momento di violenza e paura. È quanto accaduto a Cirò Marina, nel crotonese, dove una troupe di Striscia la Notizia è stata aggredita mentre documentava un presunto traffico illecito legato alla pesca del bianchetto, il novellame di sarda la cui cattura è vietata dalla legge.
L’inviato Michele Macrì si trovava sul posto per indagare su un business sommerso che, secondo le ricostruzioni del programma, continua a prosperare nonostante i divieti, alimentando mercati paralleli e una filiera illegale che mette a rischio l’ecosistema marino. Durante le riprese al porto, però, la situazione è rapidamente degenerata. Un gruppo di pescatori avrebbe accerchiato la troupe, impedendole di allontanarsi e creando un clima sempre più ostile.
Nel caos che ne è seguito, uno degli operatori è stato spinto in mare insieme alla telecamera e all’attrezzatura di ripresa. Un gesto violento, che non avrebbe avuto solo l’obiettivo di intimidire fisicamente i giornalisti, ma anche quello di distruggere il materiale video raccolto nel corso dell’inchiesta. Fortunatamente il cameraman non ha riportato gravi conseguenze fisiche, ma lo shock per quanto accaduto è stato evidente.
Secondo quanto riferito dal programma, l’aggressione sarebbe avvenuta nel momento in cui la troupe stava chiedendo spiegazioni sulle attività di pesca sospette. Le immagini dell’accaduto, parzialmente diffuse sui canali social, mostrano momenti concitati e testimoniano la tensione vissuta al porto.
L’episodio riaccende i riflettori sui rischi affrontati dai giornalisti impegnati in inchieste sul territorio e sulla difficoltà di contrastare fenomeni illegali radicati, dove interessi economici e omertà possono trasformare una denuncia pubblica in un vero e proprio agguato. Le riprese complete dell’inchiesta andranno in onda nella prossima puntata del programma.
Fonte: fanpage
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