Aggredisce e picchia la colf: il figlio di Gigi D’Alessio condannato a 3 mesi di reclusione

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1 mese fa - 20 Dicembre 2021

Aggredisce e picchia la colf: il figlio di Gigi

  1. D’Alessio condannato a 3 mesi di reclusione

Claudio D’Alessio è stato condannato a tre

mesi e quindici giorni di reclusione con

pena sospesa per lesioni e violenza privata.

Claudio D’Alessio, il figlio di Gigi, è stato

condannato in primo grado a tre mesi e

quindici giorni di reclusione con

penasospesa, e non a 9 mesi come

erroneamente riportato, per lesioni e

violenza privata. I fatti a lui contestati sono

quelli che riguardano la sua colf, aggredita,

minacciata e cacciata di casa nella notte del

5 luglio del 2014. La notizia è riportata dal

Corriere della Sera.

I fatti contestati a Claudio D’Alessio

I fatti per cui è stato condannato D’Alessio

risalgono a sette anni fa. La sua colf lo ha

denunciato raccontando alle forze

dell’ordine di essere stata aggredita

fisicamente, minacciata e sbattuta fuori di

casa in piena notte e senza scarpe. La sera

del 5 giugno la notte dormiva nella soffitta

di casa D’Alessio, un appartamento ai

Parioli, Roma. Il padrone di casa all’epoca

conviveva con l’ex consigliera regionale

della Lombardia Nicole Minetti. I due

stavano discutendo animatamente, questa la

versione della colf, e quindi lei decise di

scendere al piano di sotto per chiedere loro

di abbassare la voce, dato che lei non

riusciva a dormire. Per tutta risposta,

D’Alessio l’avrebbe aggredita e cacciata di

casa. La donna ha

La difesa di Claudio D’Alessio

“Da 7 anni si sta facendo un processo per un

livido dietro ad un braccio. Non ho interesse

a rinviare l’udienza. Non ho mai avuto un

confronto con la signora e lo vorrei avere.

Non ne posso più”, aveva commentato

D’Alessio tre mesi fa.  “Non ho aggredito la

mia collaboratrice domestica, tra me e lei

non c’è mai stata nessuna colluttazione.

L’unica cosa che ho fatto è stata strapparle

una sedia dalle mani dopo che l’aveva

sollevata per lanciarla a me e Nicole, e lei è

caduta. Tutta questa storia è stata montata

per un livido dietro al braccio che si è

procurata cadendo, e la sta portando avanti

solo per avere un risarcimento più alto”, la

difesa di D’Alessio.

Aggredisce e picchia la colf: il figlio di Gigi

D’Alessio condannato a 3 mesi di reclusione

Claudio D’Alessio è stato condannato a tre

mesi e quindici giorni di reclusione con

pena sospesa per lesioni e violenza privata.

Claudio D’Alessio, il figlio di Gigi, è stato

condannato in primo grado a tre mesi e

quindici giorni di reclusione con

penasospesa, e non a 9 mesi come

erroneamente riportato, per lesioni e

violenza privata. I fatti a lui contestati sono

quelli che riguardano la sua colf, aggredita,

minacciata e cacciata di casa nella notte del

5 luglio del 2014. La notizia è riportata dal

Corriere della Sera.

I fatti contestati a Claudio D’Alessio

I fatti per cui è stato condannato D’Alessio

risalgono a sette anni fa. La sua colf lo ha

denunciato raccontando alle forze

dell’ordine di essere stata aggredita

fisicamente, minacciata e sbattuta fuori di

casa in piena notte e senza scarpe. La sera

del 5 giugno la notte dormiva nella soffitta

di casa D’Alessio, un appartamento ai

Parioli, Roma. Il padrone di casa all’epoca

conviveva con l’ex consigliera regionale

della Lombardia Nicole Minetti. I due

stavano discutendo animatamente, questa la

versione della colf, e quindi lei decise di

scendere al piano di sotto per chiedere loro

di abbassare la voce, dato che lei non

riusciva a dormire. Per tutta risposta,

D’Alessio l’avrebbe aggredita e cacciata di

casa. La donna ha

La difesa di Claudio D’Alessio

“Da 7 anni si sta facendo un processo per un

livido dietro ad un braccio. Non ho interesse

a rinviare l’udienza. Non ho mai avuto un

confronto con la signora e lo vorrei avere.

Non ne posso più”, aveva commentato

D’Alessio tre mesi fa.  “Non ho aggredito la

mia collaboratrice domestica, tra me e lei

non c’è mai stata nessuna colluttazione.

L’unica cosa che ho fatto è stata strapparle

una sedia dalle mani dopo che l’aveva

sollevata per lanciarla a me e Nicole, e lei è

caduta. Tutta questa storia è stata montata

per un livido dietro al braccio che si è

procurata cadendo, e la sta portando avanti

solo per avere un risarcimento più alto”, la

difesa di D’Alessio.

Aggredisce e picchia la colf: il figlio di Gigi

D’Alessio condannato a 3 mesi di reclusione

Claudio D’Alessio è stato condannato a tre

mesi e quindici giorni di reclusione con

pena sospesa per lesioni e violenza privata.

Claudio D’Alessio, il figlio di Gigi, è stato

condannato in primo grado a tre mesi e

quindici giorni di reclusione con

penasospesa, e non a 9 mesi come

erroneamente riportato, per lesioni e

violenza privata. I fatti a lui contestati sono

quelli che riguardano la sua colf, aggredita,

minacciata e cacciata di casa nella notte del

5 luglio del 2014. La notizia è riportata dal

Corriere della Sera.

I fatti contestati a Claudio D’Alessio

I fatti per cui è stato condannato D’Alessio

risalgono a sette anni fa. La sua colf lo ha

denunciato raccontando alle forze

dell’ordine di essere stata aggredita

fisicamente, minacciata e sbattuta fuori di

casa in piena notte e senza scarpe. La sera

del 5 giugno la notte dormiva nella soffitta

di casa D’Alessio, un appartamento ai

Parioli, Roma. Il padrone di casa all’epoca

conviveva con l’ex consigliera regionale

della Lombardia Nicole Minetti. I due

stavano discutendo animatamente, questa la

versione della colf, e quindi lei decise di

scendere al piano di sotto per chiedere loro

di abbassare la voce, dato che lei non

riusciva a dormire. Per tutta risposta,

D’Alessio l’avrebbe aggredita e cacciata di

casa. La donna ha

La difesa di Claudio D’Alessio

“Da 7 anni si sta facendo un processo per un

livido dietro ad un braccio. Non ho interesse

a rinviare l’udienza. Non ho mai avuto un

confronto con la signora e lo vorrei avere.

Non ne posso più”, aveva commentato

D’Alessio tre mesi fa.  “Non ho aggredito la

mia collaboratrice domestica, tra me e lei

non c’è mai stata nessuna colluttazione.

L’unica cosa che ho fatto è stata strapparle

una sedia dalle mani dopo che l’aveva

sollevata per lanciarla a me e Nicole, e lei è

caduta. Tutta questa storia è stata montata

per un livido dietro al braccio che si è

procurata cadendo, e la sta portando avanti

solo per avere un risarcimento più alto”, la

difesa di D’Alessio.

Fonte Fanpage.it

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