Ci sono canzoni che definiscono un’epoca. “I Don’t Want To Wait” di Paula Cole è una di quelle. Per sei anni ha aperto ogni puntata di Dawson’s Creek, diventando molto più di una semplice sigla televisiva: un inno generazionale, il sottofondo emotivo di chi è cresciuto tra il 1998 e il 2003. Una canzone che nel 2021 fu anche al centro di un piccolo caso mediatico quando, per questioni di diritti, venne temporaneamente sostituita nelle versioni in streaming della serie.
Oggi, dopo la morte di James Van Der Beek, quella melodia malinconica assume un significato ancora più profondo. Paula Cole ha voluto rendere omaggio all’attore che, con il volto di Dawson Leery, l’ha resa immortale per milioni di spettatori.
Sotto il post che annunciava la scomparsa dell’attore, la cantautrice ha scritto parole brevi ma intense: «Un bodhisattva. La sua gentilezza brilla ancora. Sono così dispiaciuta e mando il mio affetto alla vostra bellissima famiglia». La scelta del termine, che nel buddhismo indica un essere illuminato che dedica la propria esistenza al bene degli altri, ha colpito i fan, restituendo l’immagine di un uomo sensibile e profondamente umano.
Nelle stesse ore, la giovane cantautrice Alana Springsteen ha pubblicato su Instagram una cover acustica di “I Don’t Want To Wait”, reinterpretata insieme a Sara Bares e Lauren LaRue. Solo voce e chitarra, senza arrangiamenti complessi. «Questa perdita mi ha colpito duramente», ha scritto, ricordando quanto il lavoro di Van Der Beek abbia segnato la sua adolescenza.
La cover è diventata virale in poche ore. Anche Paula Cole ha commentato il video: «Così bello. Lacrime e altre lacrime. Grazie per aver onorato James e la sua famiglia». Il gesto più toccante, però, è arrivato da Kimberly Van Der Beek, moglie dell’attore, che ha condiviso la reinterpretazione nelle sue Instagram Stories. Senza aggiungere parole. Solo la musica, e un dolore che non ha bisogno di spiegazioni.
fonte: fanpage
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