Da una notizia riportata dal Daily Mail e ripresa poi da altri media britannici, un bambino di 11 anni è morto dopo aver inalato un deodorante spray, nel tentativo di emulare la pratica del “chroming”.
A trovarlo senza vita nella sua stanza è stata la madre che ha dato subito l’allarme. Quando i soccorsi sono intervenuti sul posto, per Freddie non c’era più nulla da fare. Le autorità competenti escludono il
coinvolgimento di altre persone, attribuendo il decesso del ragazzino a inalazione dei vapori dello spray. Roseanne Marie Thompson, la madre di Freddie, ha raccontato che era già a conoscenza della
pratica, che molti coetanei del figlio avevano in precedenza emulato. Per proteggere Freddie, la donna aveva anche smesso di acquistare deodoranti spray. Nel giorno in cui si è consumato il dramma,
il comportamento del bambino era apparso diverso agli occhi di Roseanne: le avrebbe risposto in maniera “scontrosa” alla richiesta di rientrare a casa per cena, dopo un pomeriggio trascorso da un amico.
Sembrava irrequieto, aveva detto alla madre di non riuscire a dormire e aveva chiesto più volte il caricatore del telefono. Aveva poi chiesto a Roseanne di svegliarlo il mattino dopo per andare a scuola.
Quando la donna è entrata nella stanza del figlio, dopo averlo chiamato senza ricevere risposta, l’ha trovato a faccia in giù sul suo letto. “Ho messo una mano sulla sua spalla ed era più freddo del solito. Ho chiamato
aiuto, ho detto: ‘Penso Fred non ci sia più’. Poi ho telefonato ai soccorsi e detto all’operatore: ‘Credo che mio figlio sia morto'”, ha scritto Roseanne in un comunicato ripreso dal Daily Mail.
Nonostante i tentativi di rianimazione, per il ragazzino non c’è stato nulla da fare. L’odore particolare che c’era nella sua stanza e il flacone di deodorante caduto dal pigiama di Freddie hanno determinato la
causa del decesso. Si indaga su dove avrebbe reperito il prodotto spray: secondo la madre sarebbe stato un amico a fargli conoscere il trend del “chroming”.”Chroming” è il nome della
nuova sfida lanciata su Tik Tok e diffusa tra i giovanissimi, che il ragazzino – di nome Freddie – ha eseguito nella sua camera da letto. La pratica consiste nell’inalare vapori chimici per sperimentare uno stato di
alterazione. Le sostanze contenute in questi deodoranti possono causare arresto cardiaco improvviso, soffocamento e danni cerebrali gravi anche dopo un’esposizione consistente. Fonte Tgcom24.